L'AGRICOLTURA PER L'EDUCAZIONE E I SERVIZI SOCIALI

nodo culturale N. 7

Parole chiave: pedagogia rurale, didattica in fattoria, agricoltura sociale e civica, multifunzionalità e diversificazione dell'agricoltura. L'agricoltura e l'agricoltore contemporaneo, pur mantenendo come principale l'attività di produzione primaria e di allevamento, assumono un nuovo ruolo educativo e sociale che si rivolge a tutte le fasce di popolazione e contribuisce attivamente ai processi di sviluppo sociale. L'agricoltura si diversifica e svolge una nuova funzione fornendo servizi educativi e sociali che promuovono il mantenimento della vitalità delle aree rurali. Prendono forma di fattorie didattiche, fattorie sociali, fattorie della memoria, agricoltura sociale e civica. Queste nuove attribuzioni hanno antecedenti culturali e socio-economici: diversi esperti di agricoltura sociale affermano, infatti, che alcuni caratteri di solidarietà, comunanza, gratuità, mutuo aiuto erano già propri del vecchio mondo rurale; in ogni caso nascono da una tradizione di accoglienza, di scambio di mano d'opera, dalla gestione collettiva delle terre e dagli usi civici, dalle prime esperienze cooperative. Purtroppo con i progressivi processi di inurbamento che hanno portato all'abbandono delle campagne e dell'agricoltura, la città e la fabbrica non sono state in grado di organizzare tempi, spazi ed attività per includere nel contesto sociale i nuovi "cittadini". Con la crescita dell'attenzione civica e del dibattito sull'Agricoltura Sociale le aziende agricole diventano esperienze pilota di welfare rurale: la responsabilità sociale dell'impresa diventa un valore aggiunto; si sperimentano nuove forme di relazione potenziando le risorse presenti nella comunità locale come la memoria degli anziani; si promuovono nuove forme collaborative di sussidiarietà tra ente pubblico ed azienda agricola; si ospitano e coinvolgono "soggetti svantaggiati" e "fasce deboli" della popolazione in esperienze di formazione, accoglienza, riabilitazione, alternanza scuola-lavoro, integrazione-inserimento lavorativo; si partecipa, infine, alla programmazione e definizione delle reti locali di protezione sociale. In questo contesto di opportunità e di servizi anche le esperienze di "Fattoria Didattica" hanno un ruolo rilevante. La Fattoria Didattica è una scuola di ecologia all'aperto e di pedagogia attiva, che propone la vita agricola di una fattoria tradizionale: la semina, il compostaggio, la zappatura, la raccolta di ortaggi ed erbe officinali, la vendemmia, la sfogliatura del mais e la trebbiatura, gli animali. Tra le esperienze ci sono la degustazione e l'analisi sensoriale dei prodotti agricoli, le attività artigianali, la manutenzione e riparazione di attrezzi agricoli, la lavorazione del legno, della pietra, delle fibre naturali. è un centro di esperienza sull'uomo, la memoria, il paesaggio, la ruralità, in rapporto diretto con la natura, che parte dal piccolo e dal vicino per poter arrivare a comprendere il grande ed il lontano. è un luogo di spiazzamento, quasi un "fuoriluogo", tra natura e cultura, dove ciascun bambino o adulto ospite, può vivere una propria ricerca personale, può conoscere la natura incontrandola, può sostare nel silenzio, uscire dalle proprie abitudini anche attraverso l'esercitazione dei molteplici linguaggi espressivi (disegno, pittura, teatro, musica, narrazione, manualità, costruttività). La pedagogia della fattoria didattica sostiene un'idea di adulto "immaturo" in continua ricerca e di bambino ricco di interessi, caratterizzato da una pluralità di intelligenze, in evoluzione, competente fin dalla nascita, portatore e costruttore di futuri, diritti e doveri.

NON UN'ATTIVITÀ PER FINIRE IL PERCORSO MA UN ESITO POSSIBILE

BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA



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