RAPPORTO TRA AGRICOLTURA TUTELA DEL PAESAGGIO E PATRIMONIO RURALE

nodo culturale N. 6

Parole chiave: territorio, paesaggio, geografia percettiva, patrimonio rurale, rapporto uomo/natura, identità, comunità locali, partecipazione. Il paesaggio nasce dalle relazioni tra l'azione dell'uomo ed i sistemi naturali e viene definito dalla specifica Convenzione Europea come una determinata "parte di territorio, così come è percepita dalle popolazioni, il cui carattere deriva dall'azione di fattori naturali e/o umani e dalle loro interrelazioni". La "Convenzione Europea del Paesaggio" nasce per promuovere la tutela, la gestione e la pianificazione dei paesaggi ed impegna gli Stati che l'hanno adottata a riconoscere giuridicamente il paesaggio in quanto componente essenziale del contesto di vita delle popolazioni, espressione della diversità del loro comune patrimonio culturale e naturale e fondamento della loro identità. Una delle finalità della Convenzione è promuovere l'integrazione del paesaggio nelle politiche settoriali come la pianificazione del territorio, l'urbanistica, i beni culturali ed ambientali, l'agricoltura. La tutela del paesaggio dipende direttamente dal recupero e mantenimento dei sistemi e dalle pratiche agricole tradizionali sviluppate nelle diverse forme dalle popolazioni locali. Una gestione del territorio attenta alla salvaguardia del paesaggio non può prescindere dal mantenimento di una diffusa attività agricola che mantenga gli elementi costitutivi dei paesaggi rurali storici come, ad esempio, i filari di siepi e boschetti, i terrazzamenti, manufatti come i muretti a secco ed i vecchi pagliai. L'insieme delle misure agro ambientali previste nell'ambito della PAC (realizzazione di siepi, alberi, frangiventi e boschetti; di pozze, laghetti, macere e fontanili; di margini erbacei non coltivati; il mantenimento di prati, prati-pascoli, pascoli e radure; e la gestione sostenibile del bosco) rappresenta uno strumento essenziale per le politiche di conservazione e valorizzazione del paesaggio. L'Ecomuseo, nato in Francia negli anni sessanta del '900, è un'istituzione culturale che assicura in forma permanente, su un determinato territorio e con la partecipazione della popolazione, le funzioni di ricerca, conservazione, valorizzazione di u insieme di beni naturali e culturali, rappresentativi di un ambiente e dei modi di vita che li si sono succeduti. (Carta Internazionale degli Ecomusei). Gli Ecomusei rappresentano oggi uno strumento efficace per l'attuazione della Convenzione Europea del Paesaggio. L'idea di Ecomuseo è l'alternativa al museo tradizionale, non privilegia collezioni storiche particolari ma mette al centro i valori ambientali e culturali del patrimonio presente nei territori e nelle comunità locali, valorizza le risorse storico-culturali ed ambientali dei luoghi, le loro tradizioni ed i saperi antichi. L'Ecomuseo, inoltre, riesce a promuovere le risorse mediante nuove forme organizzative sul territorio, che contribuiscono a sviluppare la coesione socio-culturale ed a rafforzare le economie locali. L'Ecomuseo con le sue finalità e funzioni può integrare e valorizzare la presenza sul territorio di aziende agricole che hanno interesse a diversificare le proprie attività, attraverso modelli di multifunzionalità basati sulla conservazione della biodiversità e del paesaggio. Non appare pertanto casuale il fatto che molti degli Ecomusei già istituiti in diverse regioni italiane siano stati realizzati grazie ai finanziamenti della PAC, nell'ambito dei GAL (Gruppi di Azione Locale) dei programmi leader oggi ricompresi nell'ambito dei PSR - Programmi di Sviluppo Rurale - delle Regioni.

LE PISTE DI RICERCA EDUCATIVA E LE ATTIVITÀ

BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA



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